Il Blog della Biblioteca di Area delle arti per condividere informazioni iniziative incontri
martedì 15 dicembre 2015
Borse di collaborazione
Con la biblioteca di area delle Arti collaborano complessivamente circa novanta studenti borsisti suddivisi per tre sezioni: architettura, storia dell'arte e spettacolo. L'impegno prevede lo svolgimento della collaborazione della durata di 150 ore organizzato di norma in due turni settimanali della durata di tre o quattro ore ciascuno. Le mansioni affidate ai collaboratori sono orientate al miglioramento delle attività di comunicazione dei servizi offerti all'utenza, all'ampliamento della fruibilità del patrimonio, degli spazi e degli orari delle biblioteche. Più in generale il collaboratore concorre ad un'efficiente utilizzazione delle risorse rese disponibili dall'Università e ad un'efficace erogazione dei servizi forniti dalla medesima. Il tutto, ovviamente, a vantaggio dell'utenza. Per partecipare alla selezione requisito fondamentale del candidato è l'iscrizione all'Università di Roma Tre come studente. Per proporre la propria candidatura è sufficiente compilare la domanda seguendo la procedura telematica indicata nel bando, alla chiusura del termine di presentazione delle candidature verrà stilata una graduatoria secondo i criteri definiti nel bando stesso. Monitorando la sezione News del sito di Ateneo è possibile verificare la pubblicazione del bando per l'anno accademico 2015/2016 oltre alla pubblicazione delle graduatorie e tutte le comunicazioni agli studenti inerenti lo svolgimento della selezione.
venerdì 4 dicembre 2015
Moon
Freschi di catalogo
Moon
(Duncan Jones, 2009)
(a cura di Andrea Pollonio)
Moon/regia di Duncan Jones ; Gran Bretagna, 2009 ; colore, 1 DVD (93 min.) ; produzione: Sony Pictures ... [et al.] ; formato audio: italiano , inglese (Dolby Digital 5.1) ; sottotitoli: italiano, inglese ; contenuti speciali (88 min.): un corto di Duncan Jones Whistle (2002), dietro le quinte, effetti visivi ; con: Sam Rockwell, Robin Chalk, Dominique McElligott ... [et al.]
ediz.: Sony Pictures Home Entertainment.
"Gerty, non siamo macchine, siamo persone"
sono
queste le parole che Sam Bell (Sam Rockwell) rivolge all'intelligenza
artificiale GERTY (Kevin Spacey) come atto conclusivo di questa piccola
perla che è Moon.
Questa
sentenza è la chiave di lettura del film ma anche, in un'ottica extra
diegetica, dell'esistenza dell’uomo inserito nel contesto della società
contemporanea.
Tralasciamo per un momento le considerazioni esistenziali per
concentrarci sulla trama vera e propria del film: ci troviamo in un futuro non
definito, in cui l'uomo ha risolto il problema del sostentamento energetico con
l'elio-3 che viene prelevato dalla superficie lunare e poi inviato sul nostro
pianeta.
Qui lavora Sam, che gestisce l'attività degli estrattori e controlla
il loro funzionamento.
L'uomo è affiancato quotidianamente da GERTY,
l'intelligenza artificiale che lo accompagna nella attività all'interno della
struttura. A due settimane dal suo rientro sulla Terra, Sam inizia ad avere
numerose allucinazioni ed in seguito ad un'errata missione di recupero sulla
superficie lunare, rimane vittima di un incidente.
Al suo risveglio, si ritrova
sotto le attente cure di GERTY ma si accorge che tutti i contatti con la Terra
sono interrotti e non gli è consentito uscire dalla struttura. Con una scusa
riesce a recarsi sul luogo dell'incidente, ma dentro l'estrattore danneggiato
trova un suo clone ferito. Da
questo punto cruciale inizia il blocco centrale: viene sviluppato il rapporto
che s'instaura tra i due uomini che, traumatizzati cercano di ricostruire la
vicenda ma soprattutto la loro stessa identità.
Successivamente vengono a
scoprire di essere entrambi dei cloni con delle memorie comuni impiantate
artificialmente (i ricordi della moglie Tess e della figlia Eve); e che alla
fine dei 3 anni vengono sistematicamente sostituiti da nuovi cloni pronti a
continuare la manutenzione nella base d'estrazione. In seguito, aspettando la
squadra di soccorso che stava arrivando dalla Terra, il Sam più vecchio decide
di sacrificarsi per permettere all'altro Sam di raggiungere il pianeta blu e
denunciare l'operato della Lunar Industries, la società che operava sul
suolo lunare.
Jones rappresenta l'outerspace come un luogo alienante, silenzioso e senza vita; e riesce a mettere in scena al meglio lo stato di profondo sconforto e rassegnazione del protagonista. Sam infatti, incarna perfettamente l'essenza dell'essere umano inserito nel contesto sociale della realtà contemporanea: assuefatto e schiavo della tecnologia; quasi incapace di instaurare rapporti interpersonali e, paradossalmente con se stesso. Il primo Sam soccombe al sistema ed alla macchina, ormai prossimo alla morte, costantemente turbato dalla consapevolezza di "non-essere".
Tralasciando l'aspetto prettamente fantascientifico, queste tematiche sono molto attuali e quotidiane: l'alienazione, la mancanza di un identità ben definita e lo stato di perenne dipendenza dalle macchine e dalla tecnologia sono molto comuni all'interno della nostra società occidentale; e rappresentano dinamiche concrete con cui l'uomo contemporaneo si scontra continuamente.
Jones rappresenta l'outerspace come un luogo alienante, silenzioso e senza vita; e riesce a mettere in scena al meglio lo stato di profondo sconforto e rassegnazione del protagonista. Sam infatti, incarna perfettamente l'essenza dell'essere umano inserito nel contesto sociale della realtà contemporanea: assuefatto e schiavo della tecnologia; quasi incapace di instaurare rapporti interpersonali e, paradossalmente con se stesso. Il primo Sam soccombe al sistema ed alla macchina, ormai prossimo alla morte, costantemente turbato dalla consapevolezza di "non-essere".
Tralasciando l'aspetto prettamente fantascientifico, queste tematiche sono molto attuali e quotidiane: l'alienazione, la mancanza di un identità ben definita e lo stato di perenne dipendenza dalle macchine e dalla tecnologia sono molto comuni all'interno della nostra società occidentale; e rappresentano dinamiche concrete con cui l'uomo contemporaneo si scontra continuamente.
La metodicità con cui i vari
cloni venivano letteralmente pre-impostati, utilizzati e poi sostituiti trova
un parallelismo simmetrico con il modello di società capitalista di stampo
occidentale: il singolo viene azzerato,
il consumismo e la produttività di risorse svolge un ruolo cardine ed influenza
profondamente i rapporti interpersonali, mercificandoli. Un altro
elemento che può offrire interessanti punti di riflessione, è collegato
all'aspetto ecologico: l'incipit del film presenta un pianeta Terra ormai privo
di energia a causa di secoli di abusi delle risorse naturali da parte
dell'uomo; e della progressiva ricerca di materia prima al di fuori della
realtà terrestre.
Benché non fosse un elemento fondamentale per l'economia del
racconto, Jones avrebbe potuto sviluppare più in profondità questo aspetto
della vicenda. È interessante notare come negli ultimi anni le produzioni sci-fi
si siano orientate verso tematiche legate alle risorse ambientali e al
drammatico problema della progressiva distruzione del nostro ecosistema
naturale: basti pensare ad Avatar (Cameron, 2009), il kolossal da record
che ha basato la sua intera vicenda sull'interazione tra essere umano ed
ecosistema. Queste riflessioni di carattere fanta-ecologico non sono
così lontane dalla nostra realtà: a causa della sovrappopolazione e l'abuso
delle risorse energetiche, l'essere umano sarà costretto a procurarsi nuove
fonti di sostentamento al di fuori della realtà terrestre, dando inizio al
fantomatico colonialismo spaziale, molto caro a questo filone cinematografico. Concludendo,
Moon si presenta come uno sci-fi
che non ha nulla da invidiare alle produzioni maggiori, capace di sviluppare
un'interessante dialettica tra l'uomo e se stesso; risultando tremendamente
attuale e "terrestre". Duncan
Jones riesce a paracadutarci in uno
spazio oscuro e misterioso, nonostante sia tremendamente vicino alla nostra
idea di realtà. Qui non ci sono creature aliene minacciose o altri tipi di
minacce: c'è solo l'uomo, che con il suo egoismo e sete di onnipotenza,
rappresenta la prima minaccia per se stesso.
Di recente acquisizione per la Biblioteca delle Arti - Sez. Spettacolo "Lino Miccichè" anche un altro titolo di Jones Source Code, prodotto nel 2011. I due film sono entrambe disponibili per il prestito.
Di recente acquisizione per la Biblioteca delle Arti - Sez. Spettacolo "Lino Miccichè" anche un altro titolo di Jones Source Code, prodotto nel 2011. I due film sono entrambe disponibili per il prestito.
giovedì 26 novembre 2015
Per voi la RomaTreCard!
L’Area Telecomunicazioni di Ateneo, di concerto con l'UCCB, ha ideato la Card dello Studente, e la Biblioteca di Spettacolo, è una delle sedi prescelte ove è possibile sottoscrivere la RomaTreCard.
Per questo progetto ho collaborato con i colleghi Andrea Franchi dell'UCCB e Domenico Barbaro dell'Area Telecomunicazioni. Il progetto è ambizioso e la tecnologia utilizzata è di ultima generazione, RFID (Radio Frequency IDentification). Le informazioni contenute all’interno della RomaTreCard saranno molteplici e sempre più avanzate, e questo servirà anche a diminuire l’utilizzo di documenti cartacei ed avvalersi sempre di più di tecnologia portatile. La card, strettamente personale, reca anche la foto del titolare ed è da considerarsi un documento assolutamente valido all’interno di tutta Roma Tre. Tutti gli studenti iscritti che non lo hanno già fatto sono invitati a recarsi presso le sedi deputate per fare la richiesta della RomaTreCard.
La prenotazione è necessaria, e va fatta attraverso il seguente link.
Vi aspettiamo, ogni venerdì dalle 9.30 alle 12.30, in Via Ostiense 139.
lunedì 16 novembre 2015
Le parole della biblioteca: prestito
“Buongiorno,
dovrei prendere un libro in prestito, è possibile?”
Forse
si è un po’ estremizzato ma questo dialogo potrebbe accadere realmente!
Parlare
di cosa è oggi il prestito in una biblioteca non può prescindere da quella che
è stata l’evoluzione del servizio negli ultimi anni.
Di
solito quando andiamo in una biblioteca quello che ci aspettiamo di trovare è
un ambiente, possibilmente accogliente e confortevole, in cui poter avere
accesso al patrimonio documentario posseduto, consultandolo in sede o prendendolo
in prestito, e questa esigenza nella sua essenza più basilare è rimasta più o
meno la stessa nel corso degli anni, ma sicuramente a cambiare sono state le
modalità con cui il servizio è stato offerto e usufruito.
Già da
qualche anno infatti il lavoro del bibliotecario addetto al prestito non è più legato
a quei grandi schedari in cui si annotavano manualmente nomi, titoli e
collocazioni, ma è sempre più spesso caratterizzato dall’utilizzo di procedure
automatizzate che, attraverso software dedicati, hanno snellito e quindi
velocizzato tutta quella sequenza di azioni necessarie a completare ciascuna
transazione di prestito.
Va da
sé che questi cambiamenti hanno avuto effetto anche sull’utente, ma la più
grande rivoluzione per chi si reca in biblioteca è quella di poter acquisire
maggiore autonomia rispetto al passato, anche grazie alla disponibilità di
strumenti di ricerca e risorse informative sempre più amichevoli, e avere la
possibilità di confrontarsi con documenti e supporti assolutamente innovativi.
La
sempre maggiore diffusione di biblioteche organizzate con uno scaffale aperto
infatti, in cui ciascun utente può muoversi liberamente e accedere senza
intermediari ai documenti, ha reso anche possibile una gestione autonoma di
tutte le operazioni di prestito, proprio attraverso le già citate postazioni di
selfcheck; la diffusione di supporti digitali poi ha reso fruibili contenuti
tradizionali in modo del tutto nuovo, e in questo caso la biblioteca ha dovuto
iniziare a fare i conti con formati elettronici e dispositivi e-reader, invece
che con i soli libri cartacei.
Ma
se invece si prende in prestito un libro “normale” e non si fa in tempo a
restituirlo prima della chiusura della biblioteca? Non c’è problema, per alcune
strutture è possibile riconsegnare il materiale all’interno di appositi box
posizionati all’esterno.
Ovviamente
queste innovazioni non sono disponibili tutte insieme in ogni biblioteca, e di
sicuro c’è ancora molta strada da fare, ma è importante cogliere in che
direzione ci si sta muovendo… almeno per non rimanere troppo sorpresi come
qualche riga fa!
giovedì 5 novembre 2015
Enigmi e genialità biografiche
di Ilaria Bisti
La teoria del tutto (The teory of everything), diretto da James Marsh (2014)
The imitation game, diretto da Morten Tydlum (2014)
E’ risaputo,
il mondo del cinema è fatto di contenuti sempre più diversi tra loro, dalle
storie d’amore tratte da best seller famosi, a horror che non ti fanno dormire
la notte. Ma quando
il film in questione tratta di personaggi veri, persone che hanno fatto la
storia, allora lo stesso film diventa “la storia”, raccontando passo dopo passo
la vita e le vicende più o meno drammatiche dei loro interpreti.
Come non
restare folgorati dalla bellissima storia d’amore tra l’astrofisico e cosmologo
Stephen Hawking e sua moglie Jane,
raccontataci dalla straordinaria pellicola di James Marsh del 2014, La teoria del
tutto (The theory of everything). E che dire
anche dei loro interpreti, calati perfettamente nella parte, i bravissimi Eddie
Redmayne (aggiudicandosi anche l’oscar come miglior attore per
l’interpretazione) e Felicity Jones? ![]() |
Eddie Redmayne e Felicity Jones |
La storia,
come sappiamo, è incentrata sulla figura di Stephen William Hawking (classe 1942),
giovane brillante fisico iscritto all’università di Cambridge il quale, tra
equazioni e formule matematiche di vario tipo, è alla ricerca di quella che
identificasse la nascita dell’intero universo.
Ma la sua
più grande ricerca sarà quella di condividere le sue idee con qualcuno di
speciale, ed ecco che durante una festa incontra Jane, colei che diventerà la
sua futura sposa e che con lei dovrà affrontare la prova più difficile in
assoluto, persino di qualsiasi equazione matematica…l’atrofia muscolare.
Ciò
non gli impedirà comunque di avere tre figli, di proseguire i suoi studi,
laurearsi con ottimi voti, insegnare come docente universitario e scrivere uno
dei suoi più importanti bestseller “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia
del tempo” (1988). Il film è
tratto dal romanzo scritto dalla stessa moglie (divenuta sua ex) di Hawking,
Jane, dal titolo “Music to Move the Stars: A life with Stephen” del 1999, dove
lo stesso regista ha trattato per anni con la signora Hawking, affinché gli
cedesse i diritti del libro per realizzare un capolavoro di film. E da bravi
inglesi che sono, la discussione pare si sia dilungata “dopo lunghe dozzine di
tè presi”.
Come
abbiamo potuto notare, la bellissima storia del fisico ha affascinato il
pubblico di tutte le età, portandolo anche a un incasso di botteghino di ben
121.201.940 dollari in tutto il mondo!
![]() |
Stephen Hawking |
Breve Biografia di Stephen Hawking
- 8 GENNAIO 1942: nasce a Oxford.
- 1963: arrivato a Cambridge,
iniziano a manifestarsi i primi segni della malattia.
- 1965: sposa Jane Wilde, che gli
darà tre figli, Robert (1967), Lucy (1970) e Tim (1979).
- 1965-1970: periodo in cui si
affermano le teorie sull’origine dell’universo e dei buchi neri.
- 1976: docente di matematica
presso l’università di Cambridge.
- 1986: nominato membro della
Pontificia Accademia delle Scienze.
- 1988: pubblicazione del best-seller
“Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”.
- 1991: si separa dalla moglie
Jane per sposarsi in seconde nozze Elaine Mason, sua infermiera personale,
nel 1995.
- 2007: gli viene offerta un’esperienza di volo nello spazio a gravità zero dalla Virgin Galactic.
Infine ci
spostiamo in un periodo completamente diverso dal precedente, in un momento
particolare per il mondo intero dilaniato dai due più grandi conflitti
mondiali, dove il protagonista in questione è anche lui un genio, britannico
come il nostro Hawking, il matematico e crittografo Alan Mathison Turing (1912-1954).
Ricordato in particolare per la
fantastica invenzione denominata “L’Enigma” (o “Christopher”, in onore di un
suo amico d’infanzia) che permetteva di decriptare i codici segreti lanciati
dai nazisti. Grazie alla sua macchina i piani dei nazisti vennero allo
scoperto, salvando numerose vite. Ma tra queste non la sua.
La vicenda
di The
imitation game, diretto da
Morten Tydlum (2014), dove il matematico è interpretato da Benedict
Cumberbatch,
è ricavata dal libro dello scrittore Andrew Hodges dal
titolo “Alan Turing: The Enigma” scritta nel 1983 e pubblicata solo dopo
l’uscita del film.
Nella
pellicola cinematografica emerge la sua straordinaria genialità, ma anche la
sua presunta omosessualità all’epoca perseguita, che nasconde fingendo di amare
una donna, molto simile a lui per carattere e genialità, Joan Clarke (nel film
interpretata dalla fantastica Keira Knightley), e che in seguito abbandonerà.
![]() |
Keira Knightley e Benedict Cumberbatch |
Scoperto,
si sottopone a una terapia ormonale e il 7 giugno del 1954, non sentendosi
libero come prima, decide di togliersi la vita.
![]() |
Alan Turing |
Biografia di Alan Turing
- 23 GIUGNO 1912: nasce a Londra
da Julius Mathison Turing ed Ethel Sara Stoney.
- 1931: entra nella King’s
College dell’università di Cambridge.
- 1934: si laurea con il massimo
dei voti.
- 1940: è il capo di una equipe
di ricercatori impegnati nella decrittazione dei messaggi inviati dai
nazisti.
- 1951: fu eletto membro della
Royal Society di Londra.
- 1952: arrestato per
omosessualità.
- 1954: Turing ingerisce una mela avvelenata (prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve, sua preferita), uccidendosi.
Le storie
raccontate dai 2 film ci ricordano la grandiosità di alcune persone, che
nonostante le mille difficoltà della vita personale sullo sfondo della storia,
sono sempre riuscite ad essere se stessi, al di la di ogni convenzione sociale,
con tenacia e forza di volontà.
Questo
proprio perché, come affermava lo stesso Turing: « A volte sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare ».
I due titoli sono disponibili per la consultazione presso la Biblioteca di area delle Arti - sez. Spettacolo "Lino Miccichè" in via Ostiense, 139 Roma Biblioteca di area delle Arti
SITOGRAFIA:
Sul
film, La teoria del tutto e la storia
di Stephen Hawking,
Sul
film The imitation game e la storia
di Alan Turing,
martedì 27 ottobre 2015
Le parole della biblioteca: Nilde e gli altri
Tra le parole e le sigle delle
biblioteche che rischiano di essere poco chiare agli utenti ci sono DD, ACNP e
NILDE. Tali termini rappresentano servizi molto utili per le persone, forse mai
abbastanza pubblicizzati, e non sapere a cosa si riferiscano quando vengono
indicati dai bibliotecari può portare a inutili lentezze nel soddisfare i
propri bisogni di informazione. È compito di ogni biblioteca, infatti, essere
sempre chiara nell’esprimersi, e spiegarsi sempre con facilità alle persone.
Per il termine OPAC (online public access
catalog) pare non ci siano più problemi, esso è ben noto alla maggior parte degli
utenti, come note sono le sue funzionalità, e rappresenta un caso di buona
comunicazione delle biblioteche, che hanno da tempo reso comune un acronimo prima
noto solo agli addetti ai lavori.
Così, dunque, è il caso di
chiarire il significato di alcune sigle legate ai servizi di consultazione dei
periodici, e spiegare l’utilità dei servizi che rappresentano, invitando con
questo gli utenti ad approfittare di queste opportunità che le biblioteche
offrono.
DD vuol dire document delivery (fornitura di documenti). Il DD è un servizio interbibliotecario offerto
da una biblioteca per fornire le riproduzioni di documenti presenti in altre
biblioteche che l’utente non può raggiugere. Principalmente il servizio è
rivolto alla fornitura di riproduzioni di articoli di periodici, ma sempre più
spesso è utilizzato per la riproduzione di parti di libri o altre opere.
Una persona può chiedere alla
biblioteca di riferimento di procurare la riproduzione di un documento da essa
non posseduto, e la biblioteca si incaricherà di cercare un’altra biblioteca
che possieda il documento, della richiesta di fornitura e della consegna finale
all’utente. In buona parte dei casi il servizio è gratuito. Il servizio avveniva
prima tramite fotocopiatrici e fax, adesso è realizzato più velocemete
riproducendo il documento con uno scanner e inviandolo tramite email.
Il servizio di DD è soggetto alle
limitazioni imposte dalle leggi vigenti sul diritto d’autore. In particolare, l’uso della riproduzione deve essere
personale, non si può riprodurre più del 15% delle pagine di un fascicolo o di
un volume, e in genere per la biblioteca c’è l’obbligo di stampare il file e
consegnare all’utente solo la copia a stampa.
ACNP è la sigla dell’Archivio collettivo nazionale dei periodici, un catalogo
elettronico nato negli anni Settanta
del Novecento per iniziativa di un istituto del CNR (l'ISRDS, poi confluito nel Ceris, a sua volta
confluito nell’IRCrES). Esso contiene le descrizioni bibliografiche e le localizzazioni delle pubblicazioni
periodiche possedute da molte biblioteche, ma non tutte, dislocate sul
territorio nazionale e copre tutti i settori disciplinari. Fin dal 1988 il CIB dell’Università di
Bologna, in accordo con l'ISRDS, ha messo a disposizione la consultazione
on-line di questo archivio su un proprio server. È stato realizzato anche un
archivio di spogli (schede degli articoli presenti nelle riviste) integrato con
il catalogo.
ACNP è uno strumento utilizzabile
dalle biblioteche e dagli utenti per localizzare un periodico a cui si è
interessati. La ricerca dei titoli dei periodici si può effettuare con testo
libero o con codici identificativi, e il risultato è una lista di uno o più
riviste che soddisfano i criteri di richiesta. Per ogni periodico è presente
una scheda che lo descrive e l’elenco delle biblioteche che lo possiedono. Di
ogni bilioteca sono indicati il sito, gli indirizzi e le condizioni di
fornitura dei servizi relativi ai periodici.
Le biblioteche usano ACNP anche
come strumento per il DD, localizzando il periodico e scrivendo alla biblioteca
che lo possiede per chiedere la riproduzione dell’articolo desiderato. Se in
passato, però, questo era lo strumento essenziale (insieme a SBN – Servizio
bibliotecario nazionale) per fornire il servizio di DD, da tempo esiste il
sistema NILDE come mezzo per facilitare e rendere più precise le transazioni di
fornitura dei documenti.
NILDE è l’acronimo di Network inter library document exchange, gruppo di biblioteche aderenti a uno specifico
accordo per lo scambio di documenti. NILDE è lo strumento preferenziale delle
biblioteche per rendere il servizio di DD, e non può essere usato direttamente
dagli utenti, che invece possono, sempre tramite il sistema, rivolgersi alla
propria biblioteca di riferimento.
Il network NILDE è fondato su un software per il servizio di DD che
permette alle biblioteche, reciprocamente, di richiedere e di fornire i documenti.
Ogni biblioteca può richiedere e inviare documenti all'interno della ‘comunità’
NILDE in spirito di collaborazione e, prevalentemente, in maniera gratuita. Il network è stato ideato
nel 2001 dalla Biblioteca d’area del CNR di Bologna nell’ambito di un progetto del CNR denominato BiblioMIME,
ed è stato via via utilizzato da un gruppo sempre più ampio di biblioteche,
sviluppandosi e innovandosi continuamente.
NILDE
consente alla biblioteca di:
·
gestire in modo automatizzato le procedure
connesse al Document Delivery
· gestire l’invio dei documenti in modo
elettronico sicuro attraverso un’interfaccia web con server dedicato, oppure
tramite fax e posta ordinaria
· offrire agli utenti della biblioteca un servizio
personalizzato di Document Delivery
· avere un bilancio dettagliato e sempre
aggiornato degli scambi effettuati tra biblioteche, con la possibilità di
misurare e confrontare le performance delle varie biblioteche, o della stessa
negli anni
·
rilevare automaticamente gli indicatori di
qualità ‘tasso di successo’ e ‘tempo di fornitura’
· far parte di un network fondato sulla
condivisione di buone pratiche, di strumenti e di politiche per il
miglioramento continuo dei servizi di Document Delivery
lunedì 26 ottobre 2015
SegnalARTI
Attività di Ateneo da lunedì 26 ottobre a domenica 1 novembre 2015
[da L'AGENDA DI ROMA TRE]
Le
Teche Rai: la memoria audiovisiva del Paese
Martedì 27 Ottobre 2015, ore 17:00
Aula B1 Polo Aule Dams
via Ostiense 133 - Roma, Italy
Aula B1 Polo Aule Dams
via Ostiense 133 - Roma, Italy
Per i seminari di Studi sociali di comunicazione, incontro con Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Teche. A cura del prof. Edoardo Novelli. Partecipano i prof. Annalisa Tota, Elisa Giomi, Sveva Magaraggia.
Per informazioni:
Edoardo Novelli
Edoardo Novelli
tel. 3405310095 edoardo.novelli@uniroma3.it
Lectio
magistralis 'La deposizione del Caravaggio'
Venerdì 30 Ottobre 2015, ore 10:00
Aula Magna di Lettere
via Ostiense, 234 - Roma, Italy
Aula Magna di Lettere
via Ostiense, 234 - Roma, Italy
In occasione dell'inaugurazione del secondo anno del Master internazionale di secondo livello in “Metodi, materiali e tecnologie per i beni culturali”, del Dipartimento di Scienze di Roma Tre, Lectio Magistralis "La deposizione del Caravaggio" del prof. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, con introduzione del Vescovo Carlos Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura, che tratterà la “Visione Religiosa” del soggetto dell’Opera. Il prof Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, inquadrerà l'opera nel contesto storico-artistico, mentre il prof Ulderico Santamaria ed il dott. Fabio Morresi del Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro dei Musei Vaticani, ne illustreranno il restauro scientifico. Il titolo della lectio magistralis “La Deposizione del Caravaggio. La Storia dell’Arte incontra il Restauro Scientifico” vuole sottolineare la profonda necessità che i due aspetti, delle discipline umanistiche e di quelle scientifiche, collaborino alla tutela del nostro patrimonio culturale. L’introduzione in chiave religiosa di Mons. Carlos Azevedo vuole dare il contesto del messaggio religioso che rende completo il percorso interpretativo, sottolineandone il valore culturale in tutti i suoi aspetti.
Per informazioni:
Maurizio Caciotta
tel. 063284696389 maurizio.caciotta@uniroma3.it
www.masterbcroma3.it
Maurizio Caciotta
tel. 063284696389 maurizio.caciotta@uniroma3.it
www.masterbcroma3.it
lunedì 19 ottobre 2015
UN LIBRO PER UN PENSIERO: IN CAMBIO DI UN PENSIERO LA BIBLIOTECA DI ARCHITETTURA TI DONA LIBRI TUTTI I MESI
Dal 23 aprile la biblioteca di area delle arti, sezioni
Architettura, storia dell’arte e spettacolo, ha voluto istituzionalizzare un
servizio che in realtà già offriva da tempo ma in maniera meno visibile.
Di cosa si tratta?
Libri in dono per tutti gli utenti
Di cosa si tratta?
Libri in dono per tutti gli utenti
La scelta è ricaduta sulla giornata del 23 aprile non a
caso, infatti proprio in quella data si celebra la giornata mondiale del libro.
Abbiamo voluto accorciare le distanze tra la biblioteca
e l’utenza rendendola più amichevole e dandole maggiore visibilità.
Per il punto di raccolta e donazione tra le tre sezioni è stata scelta la sede di architettura, poiché ritenuta la più adatta a tale scopo.
Per attuare questo progetto abbiamo utilizzato un carrello della spesa, lo abbiamo ornato con nastri e fiocchi (proprio per dare l’idea del dono) e lo abbiamo riempito di libri di ogni genere, Potrai liberamente usufruire del carrello scegliendo il libro che più ti interessa.
Ti chiediamo però, in cambio, di lasciare nel nostro carrello un tuo piccolo contributo.
Come?
Lascia nell’apposita sacchetta posta sopra il carrello, un consiglio un indicazione una proposta, qualcosa che ti faccia sentire a casa e che ci aiuti a migliorare i nostri servizi!
Allora ricorda, la biblioteca ti aspetta il 23 di ogni mese, è un occasione da non perdere…
Che altro dire…vi aspettiamo numerosi e per qualsiasi cosa rivolgetevi al bibliotecario.
Lascia nell’apposita sacchetta posta sopra il carrello, un consiglio un indicazione una proposta, qualcosa che ti faccia sentire a casa e che ci aiuti a migliorare i nostri servizi!
Allora ricorda, la biblioteca ti aspetta il 23 di ogni mese, è un occasione da non perdere…
Che altro dire…vi aspettiamo numerosi e per qualsiasi cosa rivolgetevi al bibliotecario.
venerdì 16 ottobre 2015
SegnalARTI
Attività di Ateneo da lunedì 19 a domenica 25 ottobre 2015
[da L'AGENDA DI ROMA TRE]
LECTIO MAGISTRALIS. PAOLO PORTOGHESI ... AD SUMMUM TEMPLUM ARCHITECTURAE
Martedì 20 Ottobre 2015, ore 17:30
Aula Libera
Largo G. B. Marzi, 10 - Roma, Italy
Aula Libera
Largo G. B. Marzi, 10 - Roma, Italy
Paolo Portoghesi... ad summum templum architecturae. Lectio magistralis di Paolo Portoghesi in occasione dell’inaugurazione dei corsi di laurea triennale e dei corsi di laurea magistrale del Dipartimento di Architettura.
Per informazioni:
Pamela Moretto
tel. 06 57332947 architettura@uniroma3.it
Pamela Moretto
tel. 06 57332947 architettura@uniroma3.it
CONVEGNO. ENERGIE E INTERVENTI PER LA DECARBONIZZAZIONE DEL LAZIO
Mercoledì 21 Ottobre 2015, ore 9:15
Dipartimento di Architettura, Aula Adalberto Libera
ex Mattatoio di Testaccio, via G.B. Marzi 5 - Roma, Italy
Dipartimento di Architettura, Aula Adalberto Libera
ex Mattatoio di Testaccio, via G.B. Marzi 5 - Roma, Italy
Convegno "Energie e interventi per la decarbonizzazione del Lazio. Produzione da Fer, efficienza energetica e sostenibilità nel nuovo Piano energetico regionale" organizzato dal Dipartimento di Architettura di Roma Tre e dalla soc. Gala spa, con la collaborazione di Cresme.
A fronte della crisi ormai cronica del settore edilizio operatori e studiosi hanno sottolineato come le energie rinnovabili e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio possano costituire componenti essenziali a sostegno della fattibilità di interventi di rigenerazione urbana a larga scala, per avviare un nuovo ciclo di trasformazioni insediative in chiave di resilienza e sostenibilità ecologico-ambientale e sociale.
L’ultimo rapporto sull’Efficienza energetica dell’ENEA mette in evidenza come il Lazio, pur presentando un patrimonio edilizio residenziale che è il 9,4% del totale nazionale, sia in realtà la penultima regione italiana per installazione di potenza pro-capite di produzione energetica da FER, con una diffusione delle rinnovabili pari a un terzo di quella media. Tale condizione di ritardo fa sì che sino ad oggi gli utenti elettrici del Lazio, pur pagando una quantità assai rilevante di contributi in bolletta, stiano di fatto per lo più finanziando l’efficienza energetica in altre regioni.
Consapevole della necessità di colmare il ritardo della Regione Lazio, anche rispetto agli obiettivi nazionali definiti in sede di accordi internazionali, il Gruppo GALA ha commissionato al Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre uno studio sulla morfologia abitativa del territorio regionale e sulla sua vocazione ad ospitare istallazioni di sistemi di produzione diffusa da fonti rinnovabili.
I risultati dello studio presentano un patrimonio edilizio di oltre 800.000 unità potenzialmente compatibile con tali istallazioni, descrivendo quindi una grande opportunità di valorizzazione territoriale in un quadro di miglioramento dell’efficienza energetica di siti sia civili che industriali.
Il momento appare, peraltro, particolarmente appropriato per una sensibilizzazione generale sul tema, in quanto è in discussione il Piano Energetico Regionale che costituisce un’essenziale occasione di rilancio delle strategie energetico-climatiche e di sostenibilità nel Lazio.
L’ultimo rapporto sull’Efficienza energetica dell’ENEA mette in evidenza come il Lazio, pur presentando un patrimonio edilizio residenziale che è il 9,4% del totale nazionale, sia in realtà la penultima regione italiana per installazione di potenza pro-capite di produzione energetica da FER, con una diffusione delle rinnovabili pari a un terzo di quella media. Tale condizione di ritardo fa sì che sino ad oggi gli utenti elettrici del Lazio, pur pagando una quantità assai rilevante di contributi in bolletta, stiano di fatto per lo più finanziando l’efficienza energetica in altre regioni.
Consapevole della necessità di colmare il ritardo della Regione Lazio, anche rispetto agli obiettivi nazionali definiti in sede di accordi internazionali, il Gruppo GALA ha commissionato al Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre uno studio sulla morfologia abitativa del territorio regionale e sulla sua vocazione ad ospitare istallazioni di sistemi di produzione diffusa da fonti rinnovabili.
I risultati dello studio presentano un patrimonio edilizio di oltre 800.000 unità potenzialmente compatibile con tali istallazioni, descrivendo quindi una grande opportunità di valorizzazione territoriale in un quadro di miglioramento dell’efficienza energetica di siti sia civili che industriali.
Il momento appare, peraltro, particolarmente appropriato per una sensibilizzazione generale sul tema, in quanto è in discussione il Piano Energetico Regionale che costituisce un’essenziale occasione di rilancio delle strategie energetico-climatiche e di sostenibilità nel Lazio.
Il convegno di presentazione dello studio si candida quale tappa all’interno del processo di partecipazione per la formazione del Piano Energetico del Lazio e potrà essere occasione di confronto sulle misure di sostegno agli obiettivi da esso prefissati. Partecipano: Cristiana Avenali, Lorenzo Bellicini, Federica Benelli, Alberto Biancardi, Luca Calvetti, Flavio Camerata, Luca Colosimo, Carola De Angelis, Olimpia De Angelis, Paola Marrone, Mariagrazia Midulla, DanielModigliani, Paolo Mutti, Simone Ombuen, Elisabetta Pallottino, Stefano Petrucci, Daria Quaresima, Fabio Refrigeri, Stefano Sampaolo, Maurizio Stirpe, Filippo Tortoriello Ha assicurato la sua partecipazione Nicola Zingaretti. Sono stati invitati: Andrea Barbabella, Roberto Moneta, Mario Panizza, Roberto Reggi, Edoardo Zanchini
Per informazioni:
Simone Ombuen
tel. 339.8126273 simone.ombuen@uniroma3.it
Simone Ombuen
tel. 339.8126273 simone.ombuen@uniroma3.it
ARCHITETTURA. CONFERENZA DI KENTARO TAKEGUCHI
Giovedì 22 Ottobre 2015, ore 17:00
Dipartimento di Architettura, Aula Libera
Largo G. B. Marzi, 10 - Roma, Italy
Dipartimento di Architettura, Aula Libera
Largo G. B. Marzi, 10 - Roma, Italy
In occasione dell’uscita del volume Come giardini. Alphaville Architects (http://a-ville.net/en), a cura di Annalisa Metta per Editrice Libria, il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre è lieto di invitare alla conferenza omonima di Kentaro Takeguchi. Alphaville Architects è stato fondato nel 1998 da Kentaro Takeguchi e Asako Yamamoto con base a Kyoto. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui, i più recenti: 2x4 architecture design award, Canada; Daylight Space 2014, Austria (2014); JCD 2013 Award, SD review 2013, Prize of Kyoto Architecture, Japan; International Property Awards, Asia pacific area, U.K (2013); Architectural Review House Award, U.K. (2012). Nel 2014 è stata pubblicata la monografia Alphaville Architects (Equal Books, ROK), nel 2015 Come giardini. Alphaville Architects (Libria, IT). Kentaro Takeguchi si è laureato nel 1994 alla School of Architecture, Faculty of Engineering, Kyoto University. Ha studiato all’Architectural Association School of Architecture di Londra e nel 1998 ha conseguito il master alla School of Architecture, Kyoto. Dal 2012 è Adjunct professor alla Osaka Sangyo University e Lecturer alla Kobe University.
Introduce Elisabetta Pallottino. Intervengono Adolfo Baratta, Maurizio Gargano, Giovanni Longobardi.
Per informazioni:
Annalisa Metta
tel. 3403547588 annalisa.metta@uniroma3.it
http://architettura.uniroma3.it/?eventi=come-giardini-kentaro-takeguchi-alphaville-architects
Annalisa Metta
tel. 3403547588 annalisa.metta@uniroma3.it
http://architettura.uniroma3.it/?eventi=come-giardini-kentaro-takeguchi-alphaville-architects