venerdì 8 gennaio 2016

Un felice esempio di collaborazione della Biblioteca con il Dipartimento di Architettura: l’Archivio Urbano Testaccio - AUT



Il Dipartimento di Architettura è situato in un punto di Roma fortemente connotato e ricco di storia e storie da scoprire; purtroppo, non ancora molto valorizzato, restato a lungo in secondo piano e ricordato spesso soltanto per la vivace movida notturna.
Da circa due anni, su iniziativa di alcuni docenti del Dipartimento di Architettura, ha preso vita il Progetto Mattatoio che prevede la creazione del Centro Documentazione Sistema Mattatoio Testaccio (AUT - Archivio Urbano Testaccio) e del laboratorio strumentale MOtO – Mattatoio One To One.
Il progetto si pone l’obiettivo di stimolare una ricerca interdisciplinare che favorisca lo studio del Rione Testaccio e dell’ex Mattatoio e Campo Boario ai fini, non soltanto della loro conoscenza approfondita, ma anche della loro conservazione e valorizzazione e del loro rilancio culturale.
La ricerca così condotta si propone di coinvolgere a diversi livelli, oltre al Dipartimento di Architettura, anche la più vasta comunità culturale e, per quanto possibile, la cittadinanza stessa.
Il progetto è ancora in fieri; ad oggi è stata organizzata una mostra presso la Facoltà di Architettura ed stato realizzato il bel sito http://aut.uniroma3.it/, e in futuro sono previste anche la creazione di uno spazio aperto al pubblico e l’implementazione del catalogo on-line.



Anche la Sezione Architettura della Biblioteca delle Arti, su invito della professoressa Francesca Romana Stabile che coordina il progetto di creazione del Centro di documentazione AUT, partecipa in piccola parte.
Per il momento la Biblioteca ha dedicato uno scaffale alla collocazione di tutti i libri posseduti su Testaccio in generale e sul Mattatoio in particolare, e si è impegnata ad acquistarne ancora altri in futuro; inoltre, ha procurato numerosi articoli di periodico richiedendone la copia in Document Delivery ad altre biblioteche. Sul fronte delle monografie, tra gli altri, si è riusciti a trovare sul mercato antiquario il Saggio demografico di Domenico Orano del 1912 e il volume (per ora consultabile soltanto su appuntamento) contenente il progetto e i disegni di Gioacchino Ersoch per il Mattatoio pubblicato nel 1891. Gli articoli di periodico al momento sono disponibili solo su richiesta mentre le monografie possono essere rintracciate tutte nel catalogo della biblioteca, collocate con la sigla AUT.
Sempre per quanto riguarda l’apporto della biblioteca, i prossimi sviluppi prevedono l’acquisto di ulteriore materiale e l’approvvigionamento di altri articoli di periodico, l’ideazione di un link che dall’OPAC renda tutti i titoli relativi al progetto AUT reperibili con un solo clic e, quando la nuova sede della biblioteca sarà pronta, uno scaffale aperto dedicato e consultabile liberamente.















L’implementazione del settore AUT della biblioteca risente, purtroppo, delle difficoltà di reperimento di un tipo di materiale le cui pubblicazioni più interessanti risalgono alla prima metà del Novecento e si giova del lavoro di ricerca di noi bibliotecari e, soprattutto, delle segnalazioni delle professoresse Stabile e Farroni. Ma qualche titolo ci può sfuggire… se anche voi vorrete collaborare, saremo lieti di accogliere le vostre segnalazioni. Se, invece, vorrete soltanto saperne di più sul Rione che vi ospita navigate su aut.uniroma3 e poi venite in biblioteca e chiedete i libri AUT!


martedì 15 dicembre 2015

Borse di collaborazione

Con la biblioteca di area delle Arti collaborano complessivamente circa novanta studenti borsisti suddivisi per tre sezioni: architettura, storia dell'arte e spettacolo. L'impegno prevede lo svolgimento della collaborazione della durata di 150 ore organizzato di norma in due turni settimanali della durata di tre o quattro ore ciascuno. Le mansioni affidate ai collaboratori sono orientate al miglioramento delle attività di comunicazione dei servizi offerti all'utenza, all'ampliamento della fruibilità del patrimonio, degli spazi e degli orari delle biblioteche. Più in generale il collaboratore concorre ad un'efficiente utilizzazione delle risorse rese disponibili dall'Università e ad un'efficace erogazione dei servizi forniti dalla medesima. Il tutto, ovviamente, a vantaggio dell'utenza. Per partecipare alla selezione requisito fondamentale del candidato è l'iscrizione all'Università di Roma Tre come studente. Per proporre la propria candidatura è sufficiente compilare la domanda seguendo la procedura telematica indicata nel bando, alla chiusura del termine di presentazione delle candidature verrà stilata una graduatoria secondo i criteri definiti nel bando stesso. Monitorando la sezione News del sito di Ateneo è possibile verificare la pubblicazione del bando per l'anno accademico 2015/2016 oltre alla pubblicazione delle graduatorie e tutte le comunicazioni agli studenti inerenti lo svolgimento della selezione.

venerdì 4 dicembre 2015

Moon


Freschi di catalogo

Moon
(Duncan Jones, 2009)
(a cura di Andrea Pollonio)
 
 
Moon/regia di Duncan Jones ; Gran Bretagna, 2009 ; colore, 1 DVD (93 min.) ; produzione: Sony Pictures ... [et al.] ; formato audio: italiano , inglese (Dolby Digital 5.1) ; sottotitoli: italiano, inglese ; contenuti speciali (88 min.): un corto di Duncan Jones Whistle (2002), dietro le quinte, effetti visivi ;  con: Sam Rockwell, Robin Chalk, Dominique McElligott ... [et al.]
ediz.: Sony Pictures Home Entertainment.
 
"Gerty, non siamo macchine, siamo persone"
sono queste le parole che Sam Bell (Sam Rockwell) rivolge all'intelligenza artificiale GERTY (Kevin Spacey) come atto conclusivo di questa piccola perla che è Moon.
Questa sentenza è la chiave di lettura del film ma anche, in un'ottica extra diegetica, dell'esistenza dell’uomo inserito nel contesto della società contemporanea.
Tralasciamo per un momento le considerazioni esistenziali per concentrarci sulla trama vera e propria del film: ci troviamo in un futuro non definito, in cui l'uomo ha risolto il problema del sostentamento energetico con l'elio-3 che viene prelevato dalla superficie lunare e poi inviato sul nostro pianeta.
Qui lavora Sam, che gestisce l'attività degli estrattori e controlla il loro funzionamento.
L'uomo è affiancato quotidianamente da GERTY, l'intelligenza artificiale che lo accompagna nella attività all'interno della struttura. A due settimane dal suo rientro sulla Terra, Sam inizia ad avere numerose allucinazioni ed in seguito ad un'errata missione di recupero sulla superficie lunare, rimane vittima di un incidente.
Al suo risveglio, si ritrova sotto le attente cure di GERTY ma si accorge che tutti i contatti con la Terra sono interrotti e non gli è consentito uscire dalla struttura. Con una scusa riesce a recarsi sul luogo dell'incidente, ma dentro l'estrattore danneggiato trova un suo clone ferito. Da questo punto cruciale inizia il blocco centrale: viene sviluppato il rapporto che s'instaura tra i due uomini che, traumatizzati cercano di ricostruire la vicenda ma soprattutto la loro stessa identità.
Successivamente vengono a scoprire di essere entrambi dei cloni con delle memorie comuni impiantate artificialmente (i ricordi della moglie Tess e della figlia Eve); e che alla fine dei 3 anni vengono sistematicamente sostituiti da nuovi cloni pronti a continuare la manutenzione nella base d'estrazione. In seguito, aspettando la squadra di soccorso che stava arrivando dalla Terra, il Sam più vecchio decide di sacrificarsi per permettere all'altro Sam di raggiungere il pianeta blu e denunciare l'operato della Lunar Industries, la società che operava sul suolo lunare.
Jones rappresenta l'outerspace come un luogo alienante, silenzioso e senza vita; e riesce a mettere in scena al meglio lo stato di profondo sconforto e rassegnazione del protagonista. Sam infatti, incarna perfettamente l'essenza dell'essere umano inserito nel contesto sociale della realtà contemporanea: assuefatto e schiavo della tecnologia; quasi incapace di instaurare rapporti interpersonali e, paradossalmente con se stesso. Il primo Sam soccombe al sistema ed alla macchina, ormai prossimo alla morte, costantemente turbato dalla consapevolezza di "non-essere".
Tralasciando l'aspetto prettamente fantascientifico, queste tematiche sono molto attuali e quotidiane: l'alienazione, la mancanza di un identità ben definita e lo stato di perenne dipendenza dalle macchine e dalla tecnologia sono molto comuni all'interno della nostra società occidentale; e rappresentano dinamiche concrete con cui l'uomo contemporaneo si scontra continuamente.
La metodicità con cui i vari cloni venivano letteralmente pre-impostati, utilizzati e poi sostituiti trova un parallelismo simmetrico con il modello di società capitalista di stampo occidentale: il singolo viene  azzerato, il consumismo e la produttività di risorse svolge un ruolo cardine ed influenza profondamente i rapporti interpersonali, mercificandoli. Un altro elemento che può offrire interessanti punti di riflessione, è collegato all'aspetto ecologico: l'incipit del film presenta un pianeta Terra ormai privo di energia a causa di secoli di abusi delle risorse naturali da parte dell'uomo; e della progressiva ricerca di materia prima al di fuori della realtà terrestre.
Benché non fosse un elemento fondamentale per l'economia del racconto, Jones avrebbe potuto sviluppare più in profondità questo aspetto della vicenda. È interessante notare come negli ultimi anni le produzioni sci-fi si siano orientate verso tematiche legate alle risorse ambientali e al drammatico problema della progressiva distruzione del nostro ecosistema naturale: basti pensare ad Avatar (Cameron, 2009), il kolossal da record che ha basato la sua intera vicenda sull'interazione tra essere umano ed ecosistema. Queste riflessioni di carattere fanta-ecologico non sono così lontane dalla nostra realtà: a causa della sovrappopolazione e l'abuso delle risorse energetiche, l'essere umano sarà costretto a procurarsi nuove fonti di sostentamento al di fuori della realtà terrestre, dando inizio al fantomatico colonialismo spaziale, molto caro a questo filone cinematografico. Concludendo, Moon si presenta come uno sci-fi che non ha nulla da invidiare alle produzioni maggiori, capace di sviluppare un'interessante dialettica tra l'uomo e se stesso; risultando tremendamente attuale e "terrestre". Duncan Jones riesce a paracadutarci in uno spazio oscuro e misterioso, nonostante sia tremendamente vicino alla nostra idea di realtà. Qui non ci sono creature aliene minacciose o altri tipi di minacce: c'è solo l'uomo, che con il suo egoismo e sete di onnipotenza, rappresenta la prima minaccia per se stesso.

Di recente acquisizione per la Biblioteca delle Arti - Sez. Spettacolo "Lino Miccichè"  anche un altro titolo di Jones Source Code, prodotto nel 2011. I due film sono entrambe disponibili per il prestito. 

 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 26 novembre 2015

Per voi la RomaTreCard!


L’Area Telecomunicazioni di Ateneo, di concerto con l'UCCB, ha ideato la Card dello Studente, e la Biblioteca di Spettacolo, è una delle sedi prescelte ove è possibile sottoscrivere la RomaTreCard.
Per questo progetto ho collaborato con i colleghi Andrea Franchi dell'UCCB e Domenico Barbaro dell'Area Telecomunicazioni. Il progetto è ambizioso e la tecnologia utilizzata è di ultima generazione, RFID (Radio Frequency IDentification). Le informazioni contenute all’interno della RomaTreCard saranno molteplici e sempre più avanzate, e questo servirà anche a diminuire l’utilizzo di documenti cartacei ed avvalersi sempre di più di tecnologia portatile. La card, strettamente personale, reca anche la foto del titolare ed è da considerarsi un documento assolutamente valido all’interno di tutta Roma Tre. Tutti gli studenti iscritti che non lo hanno già fatto sono invitati a recarsi presso le sedi deputate per fare la richiesta della RomaTreCard.



La prenotazione è necessaria, e va fatta attraverso il seguente link.


Vi aspettiamo, ogni venerdì dalle 9.30 alle 12.30, in Via Ostiense 139.


lunedì 16 novembre 2015


Le parole della biblioteca: prestito

“Buongiorno, dovrei prendere un libro in prestito, è possibile?”


“Ma certo, può consultare l’opac o il discovery, recuperare il volume dallo scaffale e procedere da una postazione di selfcheck, per poi restituircelo in box… ovviamente laddove possibile potrà prendere in prestito direttamente un e-reader!”


Forse si è un po’ estremizzato ma questo dialogo potrebbe accadere realmente!
Parlare di cosa è oggi il prestito in una biblioteca non può prescindere da quella che è stata l’evoluzione del servizio negli ultimi anni.
Di solito quando andiamo in una biblioteca quello che ci aspettiamo di trovare è un ambiente, possibilmente accogliente e confortevole, in cui poter avere accesso al patrimonio documentario posseduto, consultandolo in sede o prendendolo in prestito, e questa esigenza nella sua essenza più basilare è rimasta più o meno la stessa nel corso degli anni, ma sicuramente a cambiare sono state le modalità con cui il servizio è stato offerto e usufruito.
Già da qualche anno infatti il lavoro del bibliotecario addetto al prestito non è più legato a quei grandi schedari in cui si annotavano manualmente nomi, titoli e collocazioni, ma è sempre più spesso caratterizzato dall’utilizzo di procedure automatizzate che, attraverso software dedicati, hanno snellito e quindi velocizzato tutta quella sequenza di azioni necessarie a completare ciascuna transazione di prestito.
Va da sé che questi cambiamenti hanno avuto effetto anche sull’utente, ma la più grande rivoluzione per chi si reca in biblioteca è quella di poter acquisire maggiore autonomia rispetto al passato, anche grazie alla disponibilità di strumenti di ricerca e risorse informative sempre più amichevoli, e avere la possibilità di confrontarsi con documenti e supporti assolutamente innovativi.
La sempre maggiore diffusione di biblioteche organizzate con uno scaffale aperto infatti, in cui ciascun utente può muoversi liberamente e accedere senza intermediari ai documenti, ha reso anche possibile una gestione autonoma di tutte le operazioni di prestito, proprio attraverso le già citate postazioni di selfcheck; la diffusione di supporti digitali poi ha reso fruibili contenuti tradizionali in modo del tutto nuovo, e in questo caso la biblioteca ha dovuto iniziare a fare i conti con formati elettronici e dispositivi e-reader, invece che con i soli libri cartacei. 
Ma se invece si prende in prestito un libro “normale” e non si fa in tempo a restituirlo prima della chiusura della biblioteca? Non c’è problema, per alcune strutture è possibile riconsegnare il materiale all’interno di appositi box posizionati all’esterno.
Ovviamente queste innovazioni non sono disponibili tutte insieme in ogni biblioteca, e di sicuro c’è ancora molta strada da fare, ma è importante cogliere in che direzione ci si sta muovendo… almeno per non rimanere troppo sorpresi come qualche riga fa!
 

giovedì 5 novembre 2015

Enigmi e genialità biografiche


 
di Ilaria Bisti

La teoria del tutto (The teory of everything), diretto da James Marsh (2014)
The imitation game, diretto da Morten Tydlum (2014)
 

 

 

 
 
 
E’ risaputo,
il mondo del cinema è fatto di contenuti sempre più diversi tra loro, dalle storie d’amore tratte da best seller famosi, a horror che non ti fanno dormire la notte. Ma quando il film in questione tratta di personaggi veri, persone che hanno fatto la storia, allora lo stesso film diventa “la storia”, raccontando passo dopo passo la vita e le vicende più o meno drammatiche dei loro interpreti.
Come non restare folgorati dalla bellissima storia d’amore tra l’astrofisico e cosmologo Stephen Hawking e sua moglie Jane, raccontataci dalla straordinaria pellicola di James Marsh del 2014, La teoria del tutto (The theory of everything). E che dire anche dei loro interpreti, calati perfettamente nella parte, i bravissimi Eddie Redmayne (aggiudicandosi anche l’oscar come miglior attore per l’interpretazione) e Felicity Jones?
Eddie Redmayne e Felicity Jones
La storia, come sappiamo, è incentrata sulla figura di Stephen William Hawking (classe 1942), giovane brillante fisico iscritto all’università di Cambridge il quale, tra equazioni e formule matematiche di vario tipo, è alla ricerca di quella che identificasse la nascita dell’intero universo.
Ma la sua più grande ricerca sarà quella di condividere le sue idee con qualcuno di speciale, ed ecco che durante una festa incontra Jane, colei che diventerà la sua futura sposa e che con lei dovrà affrontare la prova più difficile in assoluto, persino di qualsiasi equazione matematica…l’atrofia muscolare.

Ciò non gli impedirà comunque di avere tre figli, di proseguire i suoi studi, laurearsi con ottimi voti, insegnare come docente universitario e scrivere uno dei suoi più importanti bestseller “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo” (1988). Il film è tratto dal romanzo scritto dalla stessa moglie (divenuta sua ex) di Hawking, Jane, dal titolo “Music to Move the Stars: A life with Stephen” del 1999, dove lo stesso regista ha trattato per anni con la signora Hawking, affinché gli cedesse i diritti del libro per realizzare un capolavoro di film. E da bravi inglesi che sono, la discussione pare si sia dilungata “dopo lunghe dozzine di tè presi”.
 
Come abbiamo potuto notare, la bellissima storia del fisico ha affascinato il pubblico di tutte le età, portandolo anche a un incasso di botteghino di ben 121.201.940 dollari in tutto il mondo! 
Stephen Hawking
 
Breve Biografia di Stephen Hawking
  • 8 GENNAIO 1942: nasce a Oxford.
  • 1963: arrivato a Cambridge, iniziano a manifestarsi i primi segni della malattia.
  • 1965: sposa Jane Wilde, che gli darà tre figli, Robert (1967), Lucy (1970) e Tim (1979).
  • 1965-1970: periodo in cui si affermano le teorie sull’origine dell’universo e dei buchi neri.
  • 1976: docente di matematica presso l’università di Cambridge.
  • 1986: nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze.
  • 1988: pubblicazione del best-seller “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”.
  • 1991: si separa dalla moglie Jane per sposarsi in seconde nozze Elaine Mason, sua infermiera personale, nel 1995.
  • 2007: gli viene offerta un’esperienza di volo nello spazio a gravità zero dalla Virgin Galactic.
Infine ci spostiamo in un periodo completamente diverso dal precedente, in un momento particolare per il mondo intero dilaniato dai due più grandi conflitti mondiali, dove il protagonista in questione è anche lui un genio, britannico come il nostro Hawking, il matematico e crittografo Alan Mathison Turing (1912-1954).
Ricordato in particolare per la fantastica invenzione denominata “L’Enigma” (o “Christopher”, in onore di un suo amico d’infanzia) che permetteva di decriptare i codici segreti lanciati dai nazisti. Grazie alla sua macchina i piani dei nazisti vennero allo scoperto, salvando numerose vite. Ma tra queste non la sua.
La vicenda di The imitation game,  diretto da Morten Tydlum (2014), dove il matematico è interpretato da Benedict Cumberbatch, 
è ricavata  dal libro dello scrittore Andrew Hodges dal titolo “Alan Turing: The Enigma” scritta nel 1983 e pubblicata solo dopo l’uscita del film.
Nella pellicola cinematografica emerge la sua straordinaria genialità, ma anche la sua presunta omosessualità all’epoca perseguita, che nasconde fingendo di amare una donna, molto simile a lui per carattere e genialità, Joan Clarke (nel film interpretata dalla fantastica Keira Knightley), e che in seguito abbandonerà.
Keira Knightley e Benedict Cumberbatch

Scoperto, si sottopone a una terapia ormonale e il 7 giugno del 1954, non sentendosi libero come prima, decide di togliersi la vita.
 
Alan Turing
        Biografia di Alan Turing
  • 23 GIUGNO 1912: nasce a Londra da Julius Mathison Turing ed Ethel Sara Stoney.
  • 1931: entra nella King’s College dell’università di Cambridge.
  • 1934: si laurea con il massimo dei voti.
  • 1940: è il capo di una equipe di ricercatori impegnati nella decrittazione dei messaggi inviati dai nazisti.
  • 1951: fu eletto membro della Royal Society di Londra.
  • 1952: arrestato per omosessualità.
  • 1954: Turing ingerisce una mela avvelenata (prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve, sua preferita), uccidendosi.
Le storie raccontate dai 2 film ci ricordano la grandiosità di alcune persone, che nonostante le mille difficoltà della vita personale sullo sfondo della storia, sono sempre riuscite ad essere se stessi, al di la di ogni convenzione sociale, con tenacia e forza di volontà.
Questo proprio perché, come affermava lo stesso Turing:
« A volte sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare ».
I due titoli sono disponibili per la consultazione presso la Biblioteca di area delle Arti - sez. Spettacolo "Lino Miccichè" in via Ostiense, 139 Roma Biblioteca di area delle Arti
 
SITOGRAFIA:
Sul film, La teoria del tutto e la storia di Stephen Hawking,

Sul film The imitation game e la storia di Alan Turing,

 
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